Gli Sheppard arrivano in Italia: Geronimo, sì, ma non solo...
Chiara Colasanti | 13 November 2014

Vi abbiamo parlato di loro nel numero di settembre, dopo averli incontrati per parlare un po' di loro, nuova promessa del panorama internazionale musicale, grazie a “Geronimo”, che li ha fatti conoscere al di fuori della loro Australia.
Adesso gli Sheppard sono tornati e il 12 novembre hanno tenuto il loro primo concerto su suolo italiano, al Tunnel di Milano: ci eravamo lasciati con la promessa di non perderceli live e... ogni promessa è debito, quindi non ce li siamo fatti scappare e abbiamo fatto decisamente bene.
Un live breve ma intenso: avendo solo un album all'attivo (“Bombs Away”) non potevano fare altrimenti, ma sono stati un vero e proprio ciclone di energia che ha reso meno uggiosa una di quelle classiche giornate milanesi in cui il sole non è altro che un pallido ricordo estivo.
In mezzo a una pioggia torrenziale gli Sheppard hanno portato le loro melodie accattivanti e i loro motivetti coinvolgenti a (sur)riscaldare i presenti al Tunnel che ha letteralmente preso vita, tra luci e suoni che hanno trasportato i presenti su di un assolato atollo dove lasciarsi trasportare dal calore delle note dei sei ragazzi sul palco.
Sei ragazzi che promettono decisamente bene: la reazione del pubblico fa sperare bene e vedremo se tra le tracce del loro primo album si nasconde una seconda “Geronimo”.
“Free”, “Something's Missing”, “Smile” e “Let Me Down Easy” sono solo alcune delle tracce suonate a Milano, in una presentazione dell'album che ha sicuramente colpito il bersaglio nel centro preciso delle sue terminazioni nervose: il pubblico non si è risparmiato, così come non si sono risparmiati loro sul palco.
In via del tutto “straordinaria” hanno anche suonato due volte “Geronimo” dietro esplicita richiesta dei presenti, coinvolti in tutto e per tutto durante lo svolgimento del concerto.
Una sola cover in scaletta: “Rude” dei Magic! è stata introdotta da un discorso di George che, simpaticamente ha detto di aver cambiato idea all'ultimo e aver scelto di non cantare “Habits” di Tove Lo, ma un'altra canzone che sperava che il pubblico conoscesse... sentire un altro tormentone estivo cantato dagli artisti del principale tormentone della scorsa estate ha fatto uno strano effetto, ma tutt'altro che spiacevole.
Insomma, uno spettacolo piacevole e coinvolgente, che fa sperare bene per il futuro di questa giovane band, di cui “non si sentiva il bisogno”, come possono dire in molti, ma di cui si è immensamente felici di approfondire la conoscenza, sperando che non si tratti di una “one shot” band, aspettando la loro prossima “Geronimo” e molte altre a venire.

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