Fabio Curto: il primo disco del vincitore di The Voice
Chiara Colasanti | 10 November 2015

Dopo la vittoria a The Voice Fabio Curto si affaccia sul panorama musicale italiano con un album, uscito a metà ottobre, che gli servirà da “biglietto da visita”.
Il suo percorso artistico è già lungo e molto variegato: lo abbiamo incontrato per farci raccontare un po' di questo suo lavoro.

Fabio Curto”: cosa si cela dietro questo disco?
Il titolo sembrava giusto come primo album visto che comunque l'ep è uscito subito dopo The Voice, dargli il nome “Fabio Curto”, visto che anche tutti gli altri ep degli altri finalisti sono usciti con il nome degli artisti come titolo, con questo bel primo piano marcando questo profilo greco attico di cui si è parlato tanto... (ride)
Per quanto riguarda le cover, abbiamo preferito utilizzare i pezzi che effettivamente sono riusciti meglio durante la trasmissione, i cosiddetti “colpi vincenti”: “The Scientist” dei Coldplay che è stato il primo brano che ci siamo un po' combattuti nel quale ho utilizzato la chitarra, da quel momento in poi la mia immagine è rimasta “Fabio con la chitarra”, non l'ho più lasciata fino alla finale. Subito dopo c'è stata “Hallelujah” che credo sia stato il colpo vincente effettivamente; “Emozioni”, uscita così chiacchierando, chiedendoci se farne un altro in inglese, era un po' difficile dopo “Hallelujah” trovare un brano adatto, visto che non era facile calcolare gli esiti di una canzone come quella, dopo i consensi ci chiedevamo quale brano potessimo scegliere in italiano e la scelta è ricaduta su “Emozioni” a patto che ci fosse un quartetto d'archi dietro, visto che avevo sempre fatto esibizioni senza altre presenze fisiche sul palco. Alla fine la canzone è uscita bene e tra tutte era doveroso inserire anche quella; per quanto riguarda gli inediti c'è “L'Ultimo Esame”, pezzo nato quando mi sono qualificato in semifinale, in fretta e furia, abbiamo valutato più di un inedito e ci siamo messi subito al lavoro su questo. Durante la trasmissione mi sono trovato a lavorare con dei veri e propri fuoriclasse che hanno reso quello un momento davvero unico. Per l'estate abbiamo pensato a questo pezzo che avevo nel cassetto per un altro progetto balcanico: prima di The Voice avevo un'orchestrina balcanica, musiche originali e testi in italiano, per cui c'era un'idea di questo tipo: “Tu Mi Fai Impazzire” era nata con un'orchestrazione di tipo balcanico e poi gli abbiamo dato questa piega invece un po' anni '60 ma anche un po' Santana, se vogliamo. Qualcuno ci ha sentito Biagio Antonacci di due anni fa, ma credo che togliendo la fisarmonica non c'è più nemmeno quell'Antonacci; qualcuno ha parlato di Celentano... è chiaro che per quanto riguarda gli inediti abbiamo fatto degli esperimenti nel vero senso della parola! Abbiamo visto un po' il riscontro di un brano emozionale anche se tendente al rock come “L'Ultimo Esame” e il riscontro di un brano come “Tu Mi Fai Impazzire”, più fresco, più ritmato... Robi poi, suonando a casa, si è trovato tra le mani questo brano che voleva che cantassi io, mettendoci anche un testo improvvisato, perché ho pensato alla tua voce su questa melodia e mi piacerebbe sentirla cantata da te. Appena mi ha passato questo brano, che poi è diventato “Non Mi Assolvo”, gli avevo dato un testo provvisorio in inglese, senza batterie, molto ambient. Con Simone Bertolotti avevamo iniziato a lavorare in questa direzione; Stefano ha scritto un paio di testi possibili, non abbiamo avuto molto tempo, uno di questi due testi legava bene con la musica e ci siamo messi subito al lavoro. Questi singoli sono tre esperimenti, in sintesi, che dovrà suggerire la direzione da intraprendere in un immediato futuro.

Che sarebbe?
“Non Mi Assolvo” è uscito da pochissimo, sto aspettando di capire, di raccogliere tutti i feedback possibili; per il momento è uscito questo ep, quindi il prossimo lavoro non sarei in grado di anticiparlo!
Quando ho cantato in inglese, in trasmissione, ho avuto un tipo di risposta e di quello devo tenerne conto perché personalmente penso che la mia vocalità in inglese si esprima meglio, però questo non vuol dire che il prossimo lavoro sarà in inglese! A me piacerebbe che il prossimo lavoro fosse in inglese o anche un misto... perché no? D'altra parte anche Lorenzo Fragola fece un album misto; magari tutto in inglese sarebbe un rischio sul mercato italiano... di inediti in inglese ne ho tanti e non è sempre facile portare quello che è nato in inglese in italiano: sono sonorità troppo diverse! Ultimamente ho sentito una versione di “Hallelujah” di Ligabue e non sembra neanche lui... sul prossimo lavoro sicuramente di materiale ne ho tanto, proprio tanto! Ciò che auspico è che se la collaborazione con Simone Bertolotti, un produttore che mi è stato vicino sotto ogni punto di vista, sempre fedele alla linea, per capire quale fosse la cosa che legava di più alla mia personalità e con i miei gusti, o in italiano o in inglese e con il dovuto tempo, il prossimo lavoro sarà molto interessante. Questo è un lavoro in cui, chi ha seguito The Voice, ritrova i pezzi forti, i pezzi che hanno spinto le persone a votarmi e questi inediti che sono ancora in fase di giudizio popolare.

Rimarrai legato alla tua immagine di cantante chitarrista anche in futuro?
Il problema è che adesso gli impegni sono aumentati così tanto da non permettermi di esercitarmi con tutti gli strumenti che suono. Quest'estate ho fatto concerti voce e chitarra; negli ultimi due anni mi sono guadagnato da vivere suonando voce e chitarra e voce e violino in un altro progetto... già da quattro/cinque mesi ho messo da parte il violino per via di mancanza di tempo. Posso perfezionare questo brano per il prossimo concerto o posso esercitarmi con il violino... è chiaro che perfeziono il brano per il prossimo concerto! Voce e chitarra sicuramente è un'immagine che mi appartiene tantissimo e mi ha reso indipendente in questi anni: sei completo, diciamo, no? Alla One Man Band Style utilizzavo un cajon a pedale prima e adesso ho uno stopping bus, mi tengo un po' di ritmica con il piede e ho un pedale multieffetto sulla sinistra, comunque resto sempre seduto, mi piace affrontare seduto i concerti: non sono tipo da saltare da una parte all'altra del palco. Poi, se ho una band rock dietro, magari sì!

Quale senti più tuo come inedito?
“L'Ultimo Esame” credo che sia il brano che mi ha caratterizzato di più: parla della mia storia, è nato in un contesto particolare e lo sento rappresentativo e contestualizzato. “Tu Mi Fai Impazzire” mi appartiene, ma come mi appartiene quella vena più scherzosa: non sono così serio, poi la tv crea, in un certo senso, un'immagine, perché ti vedono venti minuti a settimana e sei automaticamente così per loro. “Tu Mi Fai Impazzire” è completamente opera mia, ma era destinato ad un progetto diverso, ecco. “Non Mi Assolvo” è un brano al quale mi sento legato perché è stato davvero un dono, con una bontà e una voglia di sentirlo cantare da me, disarmante. Un dono di una persona che di dono me ne ha fatti tanti: ci sentiamo quasi due volte a settimana e sono contento di come è uscito. A pelle ti direi che “L'Ultimo Esame” è il compromesso giusto.

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