Musica
Più di una semplice fenice
Un nuovo album, una linea di abbigliamento e la battaglia contro il cancro sempre in prima linea: tre domande a una delle voci più incredibili (sotto più punti di vista) dei nostri tempi
Chiara Colasanti | 2 novembre 2017

Quale canzone è la tua preferita della tua intera carriera e quale quella di quest’album? 

Della mia carriera I’m Outta Love: sono davvero grata che il mio primo singolo sia stato qualcosa con cui sono sempre stata in connessione, adoro l’energia di cui si fa carico, parlando di ciò che di positivo si può trarre da una situazione negativa, che in sintesi è quello che continuo a fare con la mia musica. Così facendo, sin dall’inizio, ho stabilito che sono un’artista dai messaggi positivi, non importa quanto negativa sia la situazione che canto. Di questo album… sento di essere finalmente tornata al 100% così come ero all’inizio. Mi piace molto Boxer perché sono in una situazione in cui sento di avere di nuovo la mia energia, perché sento di essere totalmente “Anastacia” di nuovo. Boxer sta proprio a indicare questo a chi pensava che Anastacia non fosse più in prima fila pronta a combattere: non pensate che se ne sia andata!

 

Cosa ci puoi dire del tuo amore per la musica italiana e dei duetti con gli artisti italiani nel corso della tua carriera?

Mi piacerebbe tantissimo saper cantare in italiano: succede giusto quando sono nella doccia! Inaspettatamente con Eros, quando abbiamo duettato sulle note di quella splendida canzone abbiamo avuto quella sinergia davvero unica: la mia voce, anche se stavo cantando in inglese, aveva la medesima passione che sentivo quando ascoltavo Pino e tantissimi altri artisti italiani. Ho nominato lui perché è stato uno dei primi che ho ascoltato e che mi ha dato un’idea sonora di quello che ho sempre pensato fosse l’Italia, fino a quando non scopri quante altre meraviglie musicali ci sono. Canto in inglese, ma il tono che ha la mia voce rimanda a quella passione di cui sono cariche le vostre canzoni, grazie anche alla musicalità della vostra lingua. Questo è successo quando ho avuto l’onore di duettare con Pavarotti e quando ho cantato con Umberto Ti Amo (che è una canzone splendida) la sensazione è sempre quella: canto in inglese, ma l’effetto finale non ricorda l’inglese poi così tanto.

 

Qual è la cosa più importante per battere il cancro?

Domanda davvero troppo grande: ci sono troppe cose che provocano il cancro. Dobbiamo scegliere la nostra droga, ma non è solo questione di cibo. Pensiamo anche a quanto stress portiamo sulle nostre spalle, a quanto ci facciamo del male ogni giorno: quando lavori troppo alla fine stai male, che sia un’influenza o il collo che ti si blocca. Il nostro corpo ci dice che non ce la possiamo fare; la cosa peggiore del cancro è che quando ci sono i primi segni è già troppo tardi. Per questo continuo a ripetere a tutte le donne che incontro che prima scopri cosa hai, più è facile riuscire a combattere e vincere la battaglia.  La seconda volta che mi è stata fatta la diagnosi non ero spaventata: l’ho scoperto presto anche stavolta, per fortuna, e ho deciso di non volerlo scoprire una terza. Una delle cose che riesco a fare meglio nella mia vita è volgere al positivo quello che di negativo mi capita. Quando c’è qualcosa che non va ricordate che guarderete indietro e direte a voi stessi che c’è stato un motivo se è capitato. Per me il cancro è arrivato affinché io potessi aiutare le persone, affinché parlandone e condividendo la mia esperienza potessi fare la differenza.

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