Sanremo 2018: vincono Ermal Meta e Fabrizio Moro
La kermesse sanremese è finita, adesso saranno le classifiche a parlare
Chiara Colasanti | 11 febbraio 2018

Il Festival anche per quest’anno è finito, viva il Festival!

Al primo posto “Non Mi Avete Fatto Niente” di Ermal Meta e Fabrizio Moro, al secondo Lo Stato Sociale con “Una Vita In Vacanza” e, sul terzo gradino del podio Annalisa con “Il Mondo Prima Di Te”. Tra le Nuove Proposte invece i vincitori, proclamati ieri, sono Mudimbi al terzo posto, Mirkoeilcane (trovate la nostra intervista sul numero di gennaio/febbraio!) al secondo e Ultimo al primo (eh sì, immaginatevi le battute e i titoloni a effetto).
Sono state cinque serate molto lunghe, è vero, a tratti sono sembrate davvero infinite, ma decisamente interessanti, sotto molti punti di vista. Le aspettative a inizio kermesse erano “traballanti”, perché non si era sicuri di quello che ci saremmo potuti aspettare dal “dittatore” artistico, Claudio Baglioni, che ha invece decisamente indovinato la ricetta per confezionare uno dei festival più seguiti degli ultimi anni, con picchi di share degni di nota, difficili da battere per i posteri.

Scelte giuste che si sono alternate a scelte decisamente sbagliate o dal dubbio gusto, ma Sanremo è Sanremo e non potrebbe esserlo senza gli scivoloni artistici, così come autorali, sia che si tratti di plagio o presunto tale o siparietti poco apprezzati. Uno su tutti? Il siparietto pseudo femminista della terza serata, che ha fatto scatenare i social, facendo dissociare le donne in primis, per poi continuare con chiunque “femminista” lo è davvero e non tanto per dire, o tanto “per cantare”, per di più con un repertorio davvero incredibilmente poco “sul pezzo”. Uno dei momenti più convincenti e commoventi, invece arriva la sera della finale, grazie al monologo di Favino seguito dall’esibizione di Mannoia e Baglioni sulle note di “Mio Fratello Che Guardi Il Mondo” di Ivano Fossati, che ci hanno regalato un momento di televisione che dona speranza e la convinzione che veicolare bene messaggi delicati in una prima serata di Rai Uno dal teatro Ariston non sia impossibile, anzi.

C’è chi non ha apprezzato la conduzione (Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino hanno dato comunque prova di una professionalità rara e di una capacità di adattamento invidiabile), chi si aspettava degli ospiti diversi, chi ha trovato la presenza di Baglioni troppo ingombrante (le battute sulle entrate che gli deriveranno dai diritti SIAE di queste cinque giornate sono tra le più amate online!) e chi invece ha sparato a zero sulle canzoni, ma resta il fatto che, gusti personali a parte, l’asticella è stata decisamente alzata quest’anno. Va ammesso: è stato bello vedere alternarsi sul palco canzoni così diverse e interpreti seppur di una certa età con una grinta incredibile. “Non è un Sanremo per giovani” si era detto all’inizio, non appena si erano saputi i nomi degli artisti in gara e invece… l'età media di chi è salito sul palco parla chiaro. Come sempre adesso sarà il tempo (e gli ascolti su Spotify oltre che i passaggi in radio) a decretare i veri vincitori di questa edizione.
Lasciatemi aggiungere poi che ci sono anche degli altri vincitori, quelli morali di questo Festival, e sono i The Jackal che hanno coinvolto tutti in siparietti irresistibili per chi ha seguito il Festival anche attraverso le loro stories su Instagram e i loro video su Facebook e YouTube, in un vero e proprio festival parallelo, che avrà lasciato indifferenti o semplicemente curiosi chi non ha capito perché tutti dicessero “gnigni” sul palco, di tanto in tanto (o perché la Hunziker ha chiamato “Fru” Favino durante la finale!), ma facendo letteralmente impazzire chi ha seguito questo Festival dai rimandi “intersocial”.

Insomma, Sanremo è pur sempre Sanremo e sempre lo sarà, nel bene e nel male: non ci resta che attendere il prossimo anno per vedere di cosa continueremo a parlare poi nei prossimi anni. Intanto non ci resta che tifare per “Non Mi Avete Fatto Niente” all’Eurovision… e sperare che quest’anno San Marino la smetta di votarci poco o non votarci affatto! 

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