Scuola
Le scuole tornano a riempirsi
Il tasso di dispersione scolastica in Italia è sceso all'8,3%, in anticipo sui tempi
Redazione | 10 marzo 2026
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Dal mondo della scuola arrivano buone notizie: secondo le stime Invalsi il tasso di dispersione precoce in Italia è sceso all’8,3%, un numero ben inferiore a quello atteso. Partendo da un tasso iniziale del 13,5% ci si aspettava di arrivare almeno al 10,2% nel 2025 e di scendere sotto il 9% nel 2030. Dalle stime Invalsi, che dovranno però essere confermate da Istat-Eurostat, sembra che l’Italia abbia battuto un bel record e che lo abbia fatto con cinque anni di anticipo.

Secondo gli ultimi dati ufficiali di Istat, nonostante il risultato sia nel complesso in miglioramento, persistono differenze importanti: le scuole del sud Italia registrano un abbandono scolastico che è quasi il doppio della media nazionale; i maschi, inoltre, sarebbero più colpiti dal fenomeno con un tasso del 13,6%, più alto rispetto a quello femminile che si ferma al 9,1%. I fattori che spingono a lasciare la scuola sono molti, primo tra tutti quello socioeconomico. Al secondo posto c’è la carenza di strutture e di personale, segue l’impossibilità di accedere agli edifici scolastici per isolamento geografico; chiudono la classifica i motivi familiari e personali.

Se è vero che un grande risultato è stato raggiunto è vero anche che la strada da fare è ancora molta: le possibilità offerte ai ragazzi in base al loro luogo di nascita sono diverse e impattanti sulla vita degli studenti. Solo nel 2022 sono stati stanziati 1,5 miliardi di euro dal PNRR proprio con l’obiettivo di ridurre al minimo il tasso di abbandono, ma c’è un problema più profondo che riguarda la scuola e che non si può risolvere con i soldi: l’insofferenza dei ragazzi a una scuola che non sta ai passi con i loro tempi e non li ascolta. Negli ultimi anni è nato proprio dai banchi di scuola un nuovo sentimento nei giovani, che scendono in piazza chiedendo che la classe torni a essere più di un semplice luogo dove apprendere nozioni e date. Chiedono una scuola attenta ai loro bisogni, che sia un luogo di ritrovo dove imparare davvero insieme.

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