Scuola
La scuola come luogo di comunità: a tu per tu con Claudia Pratelli
In occasione della Notte Bianca delle Scuole Aperte, l’Assessora alla Scuola, Formazione e Lavoro racconta il progetto romano che trasforma le scuole in spazi di socialità, cultura e partecipazione per ragazze e ragazzi di tutti i municipi
Gaia Canestri | 3 giugno 2026
Stampa

Venerdì 22 maggio si è tenuta la Notte Bianca delle Scuole Aperte a conclusione del progetto Scuole Aperte. Perché tenere le scuole accessibili oltre l'orario di apertura e che valore ha la scuola al giorno d'oggi? Noi abbiamo avuto l'opportunità di parlarne con l'Assessora Claudia Pratelli.

La scuola non è solo un luogo di apprendimento: in un momento storico in cui siamo sempre più online e meno vicini fisicamente quale è il valore della scuola aperta il pomeriggio come luogo d’incontro?

In questa fase storica i luoghi pubblici assumono un ruolo nuovo: la scuola è da sempre uno strumento straordinariamente importante di contrasto alle disuguaglianze, per dare a tutti e tutte le stesse opportunità e attuare quello che l’articolo 3 della nostra Costituzione prevede: rimuovere gli ostacoli per il pieno sviluppo della persona umana. Allo stesso tempo la scuola è anche un luogo di educazione alla cittadinanza e alla partecipazione, il posto in cui si impara a stare insieme. Il programma Scuole aperte che è ormai al suo quarto anno per il Comune di Roma lavora proprio verso questo orizzonte: abbiamo immaginato che le scuole potessero svolgere un ruolo preziosissimo anche oltre l’orario curricolare, rimanendo aperte la sera e il pomeriggio come luoghi di socialità, presidi di comunità sul territorio che moltiplicano le opportunità culturali e sociali per i ragazzi, in modo rigorosamente gratuito e con attività di qualità.

Come è cresciuto il progetto negli anni?

Questo progetto ha riscosso un successo straordinario. In quattro anni sono diventate circa 150 le scuole che rimangono aperte oltre l’orario scolastico aderendo al progetto. È un programma su cui Roma capitale investe 2 milioni e mezzo all’anno e che riguarda ormai una platea enorme di ragazzi e ragazze, decine di migliaia, con una capacità di impatto molto significativa. Dentro le scuole in questi anni abbiamo visto maturare relazioni strette e alleanze educative importanti tra le associazioni presenti sul territorio (come quelle sportive e di culturali), il corpo docenti, i genitori, e le associazioni studentesche.

Si è recentemente tenuta la notte bianca delle scuole aperte. Avete ricevuto una risposta positiva dalle scuole che hanno partecipato al progetto?

Decisamente. Alle notte bianca delle scuole aperte, che si è tenuta a Roma il 22 maggio, hanno partecipato circa 130 scuole di tutti i municipi di Roma e di ogni ordine e grado, dalla scuola dell’infanzia fino alle superiori. Gli eventi sono stati tanti e di natura diversa: laboratori, performance, concerti e spettacoli teatrali, con la presenza di personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo come Matteo Garrone e Daniele Silvestri. Una festa lungo tutta la città che ha messo le scuole al centro per celebrare gli spazi educativi come luoghi dedicati alla comunità e all’incontro.

C’è stata qualche novità quest’anno rispetto agli anni passati?

Quest’anno ci sono state sicuramente delle novità: quest’anno la notte bianca per la prima volta ha coinvolto anche l’Istituto Penale per Minorenne di Casal del Marmo. È evidente il potere evocativo che ha portare un progetto che si chiama  “Scuole aperte” in un luogo che nel nostro immaginario rappresenta tutt’altro che un luogo aperto. Per noi, invece, è stata una straordinaria occasione per portare opportunità laddove ce ne è bisogno.

Per concludere, cosa direbbe ai ragazzi che l’ascoltano?

Divertitevi ragazzi. Interpretate fino in fondo il vostro ruolo di protagonisti nelle scuole e vivete questo spazio come uno spazio vostro, in cui avete il diritto ma anche la responsabilità di far sentire la vostra voce, di esprimere i vostri desideri di far emergere i vostri bisogni. A voi si dice spesso che siete il futuro, ma siete anche l’oggi e il domani; ed è ora che dovete prendervi i vostri spazi. Mi auguro che riusciate a farlo fino in fondo, anche quando avete l’impressione che le vostre idee sono prese poco sul serio dal mondo degli adulti è importante che continuiate a farvi sentire.

Commenta questo articolo