Uno dei loghi del MIUR
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La delicata questione delle supplenze brevi
R.B. | 3 ottobre 2018

È un momento difficile, l'ennesimo, per la scuola italiana, alle prese con il mancato rinnovo del Regolamento delle supplenze. Il Regolamento attualmente in vigore risale, infatti, al 2007 e nulla è stato innovato quest'anno.

La circolare del 28 agosto 2018 che disciplina il conferimento delle supplenze per il corrente anno scolastico non ha introdotto novità in merito. 

A normare questa circostanza è l'articolo 8, comma 2 che recita: "Il personale che non sia già in servizio per supplenze di durata sino al termine delle lezioni od oltre ha facoltà, nel periodo dell’anno scolastico che va fino al 30 di aprile, di risolvere anticipatamente il proprio rapporto di lavoro per accettarne un altro di durata sino al termine delle lezioni od oltre".

La questione, in questi giorni, riguarda numerosi docenti che, chiamati dalle scuole per supplenze temporanee, di pochi giorni o settimane, ricevono nel frattempo convocazioni per incarichi al 30 giugno. Fortunatamente, è possibile lasciare la supplenza breve per accettare l'incarico proposto.

L'importante non è la tipologia di supplenza: basta che essa sia conferita almeno fino al termine delle lezioni, cioè l'ultimo giorno di scuola per l'anno scolastico 2018/2019, stabilito a livello regionale, o fino al 30 giugno o al 31 agosto del prossimo anno. 

Del resto, non potrebbe essere diversamente, altrimenti nessun docente accetterebbe questo periodo di supplenze temporanee, in attesa di una convocazioneal 30 giugno, arrecando un grave danno alla didattica. 

L'auspicio, comunque, è che le segreterie delle varie scuole si coordinino per chiudere il contratto senza sanzioni e permettere l'apertura del successivo. 

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