Covid e calcio femminile, regole e conseguenze
Come lo sport si è adattato alle restrizioni
Carolina Ponte | 29 March 2021

L’inaspettato arrivo del Covid ha creato problemi non solo all’economia, alla scuola, al turismo, alla ristorazione, all’arte e al commercio, ma anche allo sport, tra cui il calcio femminile. Il calcio femminile sta avendo un periodo di grande crescita, soprattutto dopo i Mondiali dell’estate del 2019, dove le calciatrici dell’Italia hanno attirato l’attenzione di tutti esprimendo un buon calcio e riuscendo ad arrivare fino ai quarti di finale.

Allenamenti in lockdown

L’anno scorso a causa del Covid sono stati sospesi i campionati femminili, compresa la Serie A. Per non perdere l’anno, molte calciatrici di diverse leve anche delle giovanili, hanno proseguito ad allenarsi collegandosi su piattaforme online con tutta la squadra e i propri allenatori: chi in casa, chi sul proprio terrazzo, chi in giardino. Molto spesso questi momenti non solo servivano a mantenersi in forma, ma anche a evadere dall’atmosfera pesante e triste di quel periodo. Con l’inizio della nuova stagione calcistica le calciatrici hanno potuto tornare ad allenarsi in campo, ma con le dovute restrizioni.

Le misura in vigore

I temi più importanti presenti nell’“Aggiornamento del protocollo per campionati nazionali Ind (estensione campionato primavera femminile e competizioni nazionali SGS)” del 25 gennaio 2021 che sono stati discussi anche in seno alla Commissione Medico Scientifica Federale e che sono richiamati all’interno del documento sono:

  • l’utilizzo di screening/controllo tramite test per l’individuazione del virus SARS-CoV-2
  • la gestione dei casi di accertata positività
  • l’isolamento e la quarantena

Entro le 48/72 ore antecedenti la disputa di  una partita l’intera squadra deve effettuare test antigenici “quantitativi o semiquantitativi”.

Le atlete o i membri dello staff che risultano positivi al Covid, ma  che sono asintomatici, possono rientrare in squadra dopo un periodo di isolamento di almeno dieci giorni dalla comparsa della positività, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare con risultato negativo. Coloro che risultano positivi e sono sintomatici possono rientrare in gruppo dopo almeno dieci giorni di isolamento di cui tre senza sintomi, seguiti da un tampone molecolare. Le persone che risultano positive da almeno una settimana, possono rientrare dall’isolamento dopo almeno 21 giorni dalla comparsa dei sintomi. La situazione certamente non aiuta lo sviluppo del calcio femminile. Nella corrente stagione calcistica 2020/2021, solo i campionati di Serie A, Serie B e Serie C sono iniziati regolarmente: tutti i campionati delle giovanili, escluso quello della Primavera che è iniziato regolarmente per poi esser stato sospeso dalla fine di novembre al 31 gennaio 2021, non sono ancora iniziati e probabilmente per questa stagione non inizieranno. Questo è un grave danno soprattutto per le giovani atlete che hanno bisogno di esprimersi e di giocare a calcio, perché è la loro passione.

I campionati

In questo momento la serie A femminile sta procedendo senza intoppi (le calciatrici contagiate dall’inizio del campionato sono zero), al contrario della serie A maschile dove si sono riscontrati molti contagiati che hanno causato il rinvio di diverse partite (i calciatori contagiati dall’inizio del campionato sono oltre 100).

La Serie A femminile è iniziata il 22 agosto e segue le seguenti regole:

  • qualora una o più calciatrici dello stesso Club risultassero positive al virus la gara sarà disputata purché il Club in questione abbia almeno 16 giocatrici disponibili;
  • il numero di 16 calciatrici disponibili (di cui almeno un portiere) sarà computato tenendo in considerazione tutta le calciatrici tesserate per il Club che abbiano compiuto il 16° anno di età e a condizione che tra queste almeno 9 siano nate prima dell’anno 2001 (incluso);
  • qualora non si raggiungano le condizioni, la Divisione Calcio Femminile disporrà il rinvio della gara in cui doveva essere impegnato il Club, che sarà riprogrammata nella prima data utile successiva.

La situazione è diversa per la serie B femminile, dove ci sono state molti rinvii delle partite a causa del Covid (in alcune giornate si sono giocate solo due delle partite programmate).

Per quanto riguarda la serie C femminile, c’è stata una breve interruzione del campionato di quasi un mese tra novembre e i primi di dicembre del 2020, ma poi è ripreso regolarmente. L’Eccellenza femminile, invece, non è ancora iniziata e partirà dal weekend del 10 e dell’11 aprile 2021. In generale i campionati femminili delle prime squadre sono stati poco colpiti, forse perché molte calciatrici vivono insieme e hanno creato delle bolle.

Il pubblico

Nonostante i campionati delle prime squadre siano in corso o in procinto di iniziare, manca un elemento fondamentale, di cui è privo anche il calcio maschile così come gli altri sport: il pubblico. La mancanza del pubblico negli stadi non solo cambia la tipica atmosfera delle partite che sono prive dei cori provenienti dagli spalti e dalle gradinate, ma cancella moltissimi posti di lavoro. La Federazione internazionale delle associazioni dei calciatori professionisti (FIFPro) ha affermato che la pandemia potrebbe rappresentare “una minaccia quasi esistenziale per il gioco delle donne”, ma la situazione cambierà soprattutto a partire dalla stagione 2022-2023, quando le calciatrici diventeranno delle professioniste come gli uomini. Nonostante questa situazione sia stata ed è tutt’ora molto difficile da affrontare, in qualche modo ha unito le calciatrici delle diverse squadre, perché se prima combattevano insieme sul campo, ora si trovano a combattere insieme anche fuori dal campo.

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