L'intelligenza artificiale influenza tutti noi nella nostra vita quotidiana più di quanto pensiamo. AI non è solo ChatGPT e bot che rispondono a domande, ma la ritroviamo quotidianamente in molti ambiti; come nei motori di ricerca, scegliendo cosa è più adatto a noi, quali risultati presentare per primi e quali evitare. Anche il mondo dei social vede una grande presenza dell'intelligenza artificiale: vi siete mai chiesti in base a cosa ci vengono proposti i post a cui mettiamo mi piace, o perché ha pagina dei suggeriti è così aderente alle nostre preferenze? Ebbene, è colpa (o merito) dell'AI. Questo potente strumento infatti osserva i nostri comportamenti e decide cosa proporci in base alle nostre abitudini passate. C'è poi la vecchia Siri e tutti i nuovi tipi di assistenti vocali e applicazioni digitali a cui ci rivolgiamo per svariate questioni. Insomma sembra che ci si rivolga all'AI più di quanto pensiamo, e forse anche involontariamente,
Effettivamente l'attrazione è tanta: perché rivolgersi ai classici motori di ricerca che a una precisa richiesta ci presentano una vastità di risultati spesso poco pertinenti, quando chiedendo all'AI posso sapere ciò che mi serve e con la metà dello sforzo? La risposta è semplice: dietro alle risposte facili c'è molto di più, c'è uno sfruttamento di risorse importanti che non possiamo permetterci, e che da qui a qualche decennio ci manderà in banca rotta idrica.
L'intelligenza artificiale è un tema che ha fatto breccia un po' in tutti: a volte unisce l'opinione pubblica, come quando si parla di AI applicata alla medicina e alle diagnosi; altre volte crea dibattiti aspri, ci si potrebbe chiedere ad esempio quanto sia etico usarla in ambito creativo, come per la creazione di immagini, musica e testi.
Mai come oggi è importante il senso critico: fidarsi ciecamente di qualcosa che sembra facilitarci la vita senza farsi troppe domande non è mai la scelta giusta.




