Attualità
Aumenta lo stress tra gli studenti: voti, ritmi serrati e ansia da prestazione
Negli ultimi anni si registra un crescente livello di stress tra gli studenti, in particolare nelle scuole superiori
F.B. | 22 gennaio 2026
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Un fenomeno sempre più diffuso che coinvolge non solo il rendimento scolastico, ma anche il benessere psicologico e fisico dei ragazzi.

Tra le principali cause emerge la pressione legata a voti, verifiche ed esami. Il voto, per molti studenti, non rappresenta soltanto una valutazione dell’apprendimento, ma diventa un giudizio sulla persona. Anche quando un insegnante sceglie di non pubblicare immediatamente un risultato sul registro elettronico, la valutazione finale sarà comunque riportata in pagella. Questo meccanismo alimenta una competizione continua e, spesso, poco sana. Il confronto costante con i compagni e la sensazione di non essere mai abbastanza trovano infatti origine proprio nel peso attribuito ai voti.

A incidere è anche il carico di compiti e lo studio continuo. Molti studenti lamentano la difficoltà di conciliare scuola e attività extrascolastiche, come sport o passioni personali. Il tempo libero si riduce drasticamente, e la sensazione di dover sacrificare ciò che si ama per mantenere buoni risultati scolastici contribuisce ad accrescere il malessere. A tutto questo si aggiungono l’ansia da prestazione, l’influenza dei social media e la richiesta costante di multitasking tra lezioni, ricerche e presentazioni.

Un altro fattore determinante è rappresentato dai ritmi scolastici elevati. Numerosi docenti, pressati dalla necessità di completare il programma, procedono spediti, lasciando agli studenti poco tempo per assimilare davvero i contenuti. Il risultato è uno studio spesso finalizzato alla verifica più che alla comprensione profonda.

I sintomi dello stress si manifestano in modi diversi. Alcuni ragazzi riferiscono di diventare più irritabili in famiglia, rispondendo con arroganza o nervosismo ai genitori. Altri accusano sintomi fisici, come mal di testa o febbre ricorrente, segnali che testimoniano quanto la tensione possa incidere anche sul corpo. Tra i campanelli d’allarme più comuni vi sono la stanchezza costante, la difficoltà di concentrazione e i disturbi del sonno. Riconoscere questi segnali è fondamentale per intervenire tempestivamente.

Di fronte a questo scenario, gli esperti sottolineano l’importanza del dialogo. Parlare con amici, familiari e insegnanti può rappresentare un primo passo per alleggerire il carico emotivo. Una migliore organizzazione del tempo e l’introduzione di pause regolari durante lo studio – anche solo cinque o sette minuti ogni ora – aiutano a mantenere la concentrazione senza sovraccaricarsi.

Fondamentali restano lo sport e le attività creative, strumenti preziosi per scaricare la tensione e ritrovare equilibrio. Il benessere mentale deve diventare una priorità, non un aspetto secondario rispetto ai risultati scolastici.

Infine, occorre ripensare il ruolo stesso della scuola. L’istituzione scolastica non dovrebbe essere soltanto un luogo di valutazione, ma uno spazio di crescita personale. Crescere significa maturare al punto da non attribuire al voto un valore assoluto. Se la scuola non insegna questo, il rischio è che anche lo studio più impegnativo – dalla traduzione di versioni di greco alla risoluzione di complessi problemi di matematica – perda il suo significato più profondo.

Le aule scolastiche, frequentate ogni giorno, rappresentano per molti ragazzi una seconda casa. Proprio per questo è necessario che diventino ambienti capaci di formare non solo studenti preparati, ma persone consapevoli ed equilibrate.

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