Questa storia inizia con un ragazzo che ha passato mesi a guardare i piedi dei pendolari in una stazione di Londra, mentre tutti gli altri lo credevano pazzo.
Laurence Kemball-Cook nel 2009 è un giovane ingegnere stagista. La sua azienda gli chiede di progettare lampioni solari per la città, ma c'è un problema: tra i palazzi di Londra il sole non arriva mai abbastanza. Mentre è bloccato nella calca della metropolitana a Victoria Station, ha un'intuizione: "Tutta questa gente che corre sta sprecando una quantità di energia meccanica mostruosa". Propone l'idea ai suoi capi. Risposta? "Non funzionerà mai". Laurence si licenzia, si chiude in un garage a Brixton (senza riscaldamento!) e costruisce 150 prototipi. Viene rifiutato da 150 investitori. Ma lui non molla e fonda Pavegen. La svolta arriva quando Laurence decide di portare la sua invenzione nel posto dove il calcio è una religione: le favelas del Brasile. Nel 2014, a Rio de Janeiro (favela di Morro da Mineira), Pavegen installa 200 mattonelle sotto un campo da calcio distrutto. Inaugurato da Pelé, il campo diventa magico: durante il giorno accumula energia solare, ma di notte sono i passi e i dribbling dei bambini a tenere accesi i riflettori. Più i ragazzi corrono, più possono giocare. È il momento in cui il mondo capisce che l'energia cinetica può cambiare la vita delle persone.
"Ok, ma fisicamente, come fa un passo a diventare luce?" "È più semplice di quanto pensi. Avete presente la vecchia dinamo delle biciclette? Quella che girava sulla ruota per accendere il faro?"
Sotto la mattonella non c'è chimica strana, ma un sistema meccanico. Quando calpesti il pannello, questo scende di appena 5 millimetri. Sotto la mattonella c'è una piccola bobina di rame e dei magneti. Quando la mattonella scende, il magnete passa velocemente dentro la bobina. Si chiama Induzione Elettromagnetica (lo stesso principio per cui se muovi una calamita vicino a un filo elettrico, crei corrente). Un solo passo genera circa 5 Watt di potenza. Se sei da solo non ci fai molto, ma se hai una folla... cambia tutto. Ed è qui che entrano in gioco Chris Martin e i Coldplay. Hanno preso questa tecnologia e l'hanno trasformata in uno strumento di partecipazione di massa. I Coldplay volevano che i fan non fossero solo spettatori, ma la "centrale elettrica" dello show. Hanno usato la tecnologia di Energy Floors. In ogni stadio viene installata una zona speciale. Quando parte A Sky Full of Stars e 80.000 persone iniziano a saltare all'unisono, la pista cattura quell'energia enorme e la manda direttamente alle batterie che alimentano gli schermi e l'audio. Grazie a questo (e alle bici elettriche), i Coldplay hanno ridotto l'impronta di carbonio del tour di quasi il 50%. Oggi Laurence non è più il ragazzo pazzo del garage. La sua tecnologia è negli aeroporti e nelle scuole. Ci insegna che ogni nostro movimento ha un valore. La prossima volta che camminate, ricordatevi: siete delle piccole centrali elettriche ambulanti."
Immaginate di poter prendere l'energia che fa brillare le stelle da miliardi di anni e chiuderla in una stanza qui sulla Terra. Non è fantascienza, sta accadendo ora. Il nucleare che conosciamo (fissione) "rompe" gli atomi pesanti (uranio). La fusione fa l'opposto: "unisce" gli atomi leggeri (idrogeno). È la reazione più potente dell'universo. Una tazzina da caffè piena di questo combustibile ha la stessa energia di 2 milioni di chili di carbone. Ma con zero emissioni di CO2 e senza scorie radioattive che durano millenni. Se qualcosa va storto, la macchina si spegne e basta. Niente esplosioni, niente catastrofi.
"Ma se è così fantastica, perché non la usiamo già per caricare il mio cellulare?" "Perché per convincere due atomi a unirsi, devi farli scaldare tantissimo. Parliamo di 150 milioni di gradi. Dieci volte più caldo del centro del Sole."
A quella temperatura, qualunque cosa si scioglierebbe istantaneamente. Come teniamo fermo questo "fuoco"? Usiamo dei magneti potentissimi per creare una "gabbia invisibile". Immaginate una ciambella gigante (tecnicamente si chiama Tokamak) dove il gas caldissimo, chiamato plasma, galleggia nel vuoto senza mai toccare le pareti. Se tocca la parete, si raffredda e la reazione finisce. È la sfida ingegneristica più difficile della storia umana. Per decenni è stata una barzelletta: 'La fusione è l'energia del futuro... e lo sarà per sempre'. Ma pochi anni fa tutto è cambiato. Al National Ignition Facility in California hanno usato i laser più potenti del mondo (immaginate un raggio grande quanto uno stadio puntato su una pallina grande quanto un grano di pepe). Per la prima volta nella storia, sono riusciti a ottenere più energia dalla reazione di quella che avevano usato per accenderla. È il momento "Wright Brothers" della fusione: abbiamo dimostrato che si può fare. Proprio in questi mesi, reattori come l'EAST in Cina o gli esperimenti in Europa stanno battendo record di durata, riuscendo a tenere acceso questo "piccolo sole" per diversi minuti.
"E il carburante? Dobbiamo scavare miniere pericolose?" "No, ed è questa la magia. Il carburante della fusione si estrae dall'acqua di mare e dal litio. Ce n'è abbastanza sulla Terra per alimentare l'umanità per milioni di anni."
Siamo passati dal camminare su mattonelle intelligenti al cercare di imitare il Sole. Forse la crisi energetica non si risolve con una sola idea, ma con il coraggio di guardare dove gli altri non vedono: sotto i nostri piedi e dentro le stelle. La fusione non è più un 'forse', è un 'quando'.




