LGNET3Roma è un progetto di Roma Capitale gestito da Arci Solidarietà che rafforza il sistema di accoglienza e integrazione socio-sanitaria delle persone migranti e rifugiate sul territorio romano. Questo è la rubrica di Mandragola e Liceo classico Dante Alighieri di Roma, che racconta storie di persone migranti, per imparare a conoscere le persone e andare oltre gli stereotipi.
Diego ha 25 anni, viene dal Perù e ha un percorso sorprendente alle spalle: dal servizio militare come paracadutista alla manutenzione di macchinari industriali, ha imparato disciplina, coraggio e qualche tecnica speciale. Il suo viaggio verso l’Italia, iniziato a fine 2024, è una storia di adattamento, impegno e voglia di nuove opportunità.
Diego, partiamo dall’inizio. Perché hai deciso di partire? E perché proprio l’Italia?
Io ho deciso di partire per migliorare la mia vita. Ho scelto l'Italia perché un amico mi aveva detto che qui ci sono molte opportunità, e devo dire che è vero.
Se dovessi raccontarti senza partire dal viaggio o dalla migrazione, da dove cominceresti? Qual è il primo elemento che senti ti rappresenti davvero?
Se dovessi scegliere un elemento che mi rappresenta davvero direi il fatto che sono un ragazzo affidabile, giusto e un grande lavoratore. Ma soprattutto mi piace imparare ogni giorno nuove cose qui in Italia.
Il tuo passato include esperienze molto strutturate, come il servizio militare e il lavoro tecnico-industriale. Cosa ti hanno insegnato tutte queste esperienze che oggi ti porti dietro nella vita quotidiana?
Nei lavori passati ho imparato la responsabilità, la puntualità, la lealtà tra colleghi, il coraggio soprattutto la volontà. L'attività militare mi ha fatto vedere la vita in un altro modo.
Arrivare in Italia a fine 2024 ha significato adattarsi a un nuovo contesto. Qual è stata la difficoltà più inattesa e, al contrario, cosa ti ha sorpreso positivamente?
All'inizio ho avuto un po' di difficoltà, come nella lingua. Anche fare i documenti non è stato per niente facile. Sicuramente la cosa più bella che mi è successa è stata incontrare persone che mi hanno aiutato e che si sono fidate di me.
Spesso le persone migranti vengono raccontate solo attraverso il bisogno. Tu invece porti con te competenze, responsabilità e scelte precise: cosa vorresti che venisse riconosciuto di più nel tuo percorso?
Vorrei che si sapesse che il mio desiderio è avere dei documenti in regola e lavorare. Non voglio essere un peso per l'Italia, rispetto la gente, la sua cultura e infine amo il cibo italiano!
C’è uno stereotipo che hai sentito su di te una volta arrivato in Italia?
Sì, si pensa spesso che noi stranieri siamo meno bravi, solo per il fatto che siamo stranieri.
Guardando al futuro, quali opportunità stai cercando oggi e che tipo di spazio immagini per te, qui, nei prossimi anni?
In futuro mi immagino di avere un lavoro in cui mi trovo bene e sono integrato, avere dei documenti definitivi e continuare la scuola.




