Musica
Il debutto di Andrea Maestrelli con “È Arrivato Remo”
Chiara Colasanti | 3 giugno 2015

Come nasce solitamente una tua canzone?
Io sento che, quando devo scrivere una canzone, c'è qualcosa che mi ha colpito, che mi ha fatto riflettere e nasce come quando si sente che sta per piovere! Sento che mi aspetto qualcosa, prendo la chitarra o il piano che sia e poi nascono quelli che sono i testi, le parole, la musica, la melodia e si forma la canzone, molto di getto, molto istintivo, come gesto! Non parto mai con la consapevolezza di dover scrivere a tutti i costi: nasce molto spontaneo e d'istinto!

Le tue fonti di ispirazione, non solo musicali, magari?

Tutto quello che fa parte della mia vita quotidiana: dai sentimenti all'amore, al viaggio, alla lettura di un libro, a un'esperienza vissuta o raccontata... tutto quello che mi colpisce e che mi suscita qualcosa! Sono queste la maggior fonte di ispirazione che riesco poi a esprimere nelle canzoni!

Il tuo rapporto con i social?
I social sono una chiave molto importante per chi fa questo mestiere ed è diventata diciamo una realtà: ho la mia pagina, dove pubblico le mie cose, i miei live, le mie collaborazioni, tutto quello che faccio nel campo musicale. È molto importante, per chi ci riesce (perché vedo che c'è gente che lo sa fare meglio di me!), per riuscire a farsi conoscere e arrivare attraverso i social al pubblico gratuitamente e alla svelta. È un canale di promozione molto importante che non va sottovalutato; l'importante poi è non rimanere schiavo di quello che è lo strumento: a volte diventa quasi come una droga, implica l'impegno giornaliero di stare davanti ad un telefono seguendo quello che devi fare tramite la pagina o monitorare i “mi piace” e lì diventa un po' un problema per molte persone.

C'è una domanda che nessuno ti fa durante le interviste a cui magari invece vorresti rispondere per poter parlare di qualcosa che ti sta a cuore?
Se ci penso così su due piedi... no; effettivamente poi le domande sono sempre un po' le stesse ma rispondere è sempre interessante. Non ho mai avuto il pensiero “questa cosa non me l'hanno mai chiesta”, perché effettivamente sono sempre state domande interessanti a cui rispondere tranquillamente e piacevolmente!

La crisi globale ci farà male?”
Vedremo! Io sono un tipo molto speranzoso per quello che riguarda il futuro. La crisi globale è una realtà oggettiva che interessa tutti quanti noi giovani. Se posso dare un consiglio a chi sogna, a chi cerca di voler fare una cosa è non mollare mai, credendo in quello che potrà fare poi nel proprio futuro e non mollare le passioni che comunque, se poi un giorno diverranno realtà lavorative (come per me la musica), poi fai quello che davvero ti piace. Non rendetevi schiavi del sistema di poter lavorare facendo una cosa un giorno, un giorno un'altra... è fondamentale, prima di arrivare all'obiettivo, perché ti devi conoscere sotto molti punti di vista e non solo provando quello che pensi di voler fare in futuro. Conoscere anche il tuo carattere e conoscere quello che sei in grado di fare, mentre si studia, secondo me, è una cosa giusta e importante: impari a fare cose nuove e conosci dei mestieri. Il sogno nel cassetto, però, quello che una persona vuole fare, deve raggiungerlo passo dopo passo, piano piano, con consapevolezza e non mollare davanti alle difficoltà!

Commenti