Folco Orselli: un artista e la sua Milano
Chiara Colasanti | 25 January 2016

Le sue canzoni come nascono? C'è una routine creativa oppure cambia ogni volta?
No no no, credo che “routine creativa” sia un ossimoro, qualcosa di impossibile: prendo degli appunti mentali o scritti, poi li sviluppo quando mi viene voglia, quando ho quel “frizzico” che mi fa capire che c'è la possibilità di trovargli “un vestito” a questa “idea randagia”, a questa cosa... poi mi metto al pianoforte o alla chitarra e le scrivo, ma non c'è routine, non mi piace questa parola. Ho cercato, nella mia vita di tenermi lontano da questo concetto... da questo e dalla sveglia la mattina! Infatti ho fatto il musicista soprattutto perché dovevo trovare un mestiere che mi permettesse di dormire la mattina.

Il suo percorso artistico come lo descriverebbe e quali sono state le tappe più impattanti?
La mia carriera è stata molto variegata: passa attraverso tanti club, tanta esperienza, tanta gavetta! Mi ricordo questi “battesimi del fuoco”: ogni volta che sali sul palco ti metti al cospetto del vero senso del pubblico che ti ascolta, per cui bisogna avere sempre un enorme rispetto. Sono loro a decidere se quello che tu stai suonando, quello che tu stai facendo “arriva” o meno: dovrebbe essere la prima cosa che dovrebbero imparare quelli che producono i talent. Come pensano di poter mandare allo sbaraglio gente che fino a un mese prima faceva un altro mestiere, su un palco... cosa puoi raccontare? Prima devi combattere con te stesso, devi imparare chi sei, devi scoprirti per poi salire su qualsiasi palco in maniera convincente! Ho preso botte a destra e a sinistra nei club e penso che non ce ne sia stato uno che non sia servito a rendermi chi sono adesso. Quello che fai lo capisci se ti esponi e per esporsi bisogna esporsi piano piano! Abbiamo bisogno di artisti che si fanno scrivere le canzoni dagli altri, scritte in modo neutro che possano andare bene per tutti? Il Ph della canzone va bene per tutti e non va bene per nessuno! Un tempo c'erano in classifica i cantautori veri... adesso abbiamo gente che non mette nemmeno il cognome! Bisogna dirlo: il re secondo me è nudo e ce l'ha pure piccolo!  

C'è una domanda che nessuno le ha ancora mai fatto e a cui vorrebbe rispondere per parlare di qualcosa che le sta a cuore?
Mi piacerebbe che qualcuno mi chiedesse “ma hai mai scritto canzoni su un sottomarino?” e io gli direi no, ma mi piacerebbe molto farlo, anche se l'acustica in un sottomarino risulterebbe un po' chiusa, ma sapere di poter scrivere canzoni e registrarle a duemila metri sott'acqua, sarebbe un grande stimolo.

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