Serie tv, da dove nasce il fenomeno delle trasmissioni a puntate
Origini, caratteristiche e suggerimenti
Meyam Pellegrino | 30 April 2021

Cari lettori vi ricordate come sono nate le trasmissioni a puntate (serie)? Ebbene le prime trasmissioni a puntate sono state le serie radiofoniche che si diffusero in America  dopo la seconda Guerra mondiale, destinate sostanzialmente alle casalinghe (il nome di soap opera deriva infatti dai prodotti che venivano pubblicizzati durante le trasmissioni) che le ascoltavano durante l’esecuzione delle faccende domestiche. Dalle serie radiofoniche si è poi passato alle serie televisive che ebbero subito un  grande successo e che dall’America si diffusero in tutto il mondo.

Caratteristiche

Vari sono i modelli di narrazione utilizzati dagli autori delle serie: vanno dal racconto continuativo, per esempio la storia di una famiglia e la sua evoluzione negli anni, al racconto incentrato su uno o più protagonisti che in ogni puntata si trova a fronteggiare nuove situazioni come casi criminali o misteri da risolvere o avventure più o meno fantasiose.

Oggi

A nostri tempi la maggior parte delle serie TV sono orientate verso il pubblico degli adolescenti: esse infatti propongono vari temi legati a questa particolare età, per esempiole dinamiche di  gruppo. Sicuramente il confrontarsi con i coetanei è molto importante  in questo periodo della crescita dell’individuo, e può aiutare a superare le proprie in sicurezze, o al contrario l’esclusione dal gruppo può essere fonte di grande dolore (bullismo). Ma non solo: non manca mai l’amore, molto presente in questo periodo della vita e l’avventura come libero sfogo della fantasia che, mai come in quest’età, è fervida.

Le più conosciute

Una serie TV che raggruppa un po’ tutti questi temi, anche se l’ultimo è il predominante, è  “Riverdale”: i protagonisti di tale serie sono 4 grandi amici Archie, Betty, Jughead e Veronica che vivono in una piccolo cittadina americana, dall’apparenza tranquilla, ma che in realtà nasconde grandi e oscuri segreti. La serie è composta di varie “stagioni” e in ogni stagione c’è un grande un mistero con cui i ragazzi si devono confrontare e risolvere (l'omicidio di Jason nella prima stagione, gli attacchi e l'identità del serial killer Black Hood nella seconda ec.) e l’intero corso degli eventi  è raccontato da un narratore, coincidente con il personaggio di Jughead Jones. Legati al mistero o comunque collaterali ad esso ci sono varie vicende, anche amorose, e dinamiche di gruppo, spesso drammatiche come la rivalità tra bande di ragazzi. Decisamente più “spensierata” e incentrata sulla parte di vita più divertente che ogni adolescente dovrebbe avere, è la serie italiana “Summertime”, dove la protagonista, che da il nome alla serie, è una studentessa, che vive in una cittadina romagnola, e che d’estate lavora per aiutare la sua famiglia ma che comunque non sdegna il divertimento e l’amore. Il tema principale della serie è quindi  l’estate come incentrata sulla “vita da spiaggia” e sulle serate con gli amici o con gli amori che forse si concluderanno alla fine dell’estate o forse rimarranno negli anni a seguire. Il tutto è raccontato con semplicità e leggerezza per meglio rappresentare i sentimenti degli adolescenti e il loro modo di affrontare la vita. Le dinamiche di gruppo non mancano neanche in questa serie TV, che vengono per lo più descritte positivamente, evidenziando l’importanza dell’amicizia anche nei momenti più critici.

Le serie TV per adolescenti sono senz’altro diventate così popolari non solo perché forniscono un momento di evasione ma anche perché a volte forniscono ai ragazzi degli strumenti per capire meglio la realtà che li circonda e che spesso appare difficile da affrontare.

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