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I casi di arbitraggio che hanno fatto discutere l’Europa
Dalla finale di Europa League tra Roma e Siviglia agli Europei del 2024: le decisioni di Anthony Taylor e le polemiche che continuano a dividere tifosi e addetti ai lavori
C.L. | 22 gennaio 2026
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Negli ultimi anni il calcio europeo è stato attraversato da polemiche arbitrali che hanno lasciato strascichi profondi. Episodi controversi, rigori non concessi, cartellini risparmiati e decisioni al limite hanno acceso dibattiti infiniti tra tifosi, opinionisti e protagonisti. Tra i direttori di gara finiti più spesso al centro delle discussioni c’è l’inglese Anthony Taylor, protagonista di alcune delle partite più discusse del recente panorama internazionale.

La finale di Europa League 2023: Roma – Siviglia

Il 31 maggio 2023, alla Puskás Aréna di Budapest, si è giocata la finale di UEFA Europa League 2022-23 tra AS Roma e Sevilla FC. Una partita tesa, nervosa, equilibrata, conclusa ai calci di rigore con la vittoria degli spagnoli. A dirigere l’incontro era proprio Anthony Taylor, arbitro di grande esperienza internazionale.

Fin dai primi minuti la gara si è rivelata fisica e ricca di contrasti. Uno dei punti più contestati riguarda la gestione disciplinare: secondo molti osservatori, diversi interventi duri da parte dei giocatori del Siviglia non sarebbero stati sanzionati con il cartellino giallo, mentre la Roma avrebbe ricevuto un trattamento più severo. Questa percezione di disparità ha contribuito ad alimentare la tensione in campo e sugli spalti.

L’episodio più discusso, tuttavia, resta il presunto rigore non concesso alla Roma per un tocco di mano in area di un difensore andaluso. Dopo un controllo al VAR, Taylor ha deciso di non assegnare il penalty, ritenendo non punibile l’intervento. Una scelta che ha generato polemiche immediate e che ancora oggi viene citata tra gli errori arbitrali più rilevanti di quella stagione europea.

Nel post-partita, l’allenatore giallorosso José Mourinho ha attaccato duramente l’arbitro inglese, accusandolo di aver condizionato la finale con decisioni discutibili. Le sue parole, pronunciate a caldo, hanno fatto il giro del mondo e acceso ulteriormente il dibattito sull’operato di Taylor. Negli ultimi mesi, lo stesso direttore di gara ha rilasciato alcune dichiarazioni pubbliche in cui ha riconosciuto la difficoltà di gestire una partita così carica di tensione, pur difendendo la correttezza delle proprie scelte.

Il caso Spagna – Germania a Euro 2024

Un altro episodio che ha riportato Taylor sotto i riflettori è stato il quarto di finale di UEFA Euro 2024 tra Spagna e Germania, disputato il 5 luglio 2024. Anche in quell’occasione, una decisione arbitrale ha fatto discutere: un tocco di mano in area spagnola, giudicato da molti come meritevole di rigore per la Germania, non è stato sanzionato.

Le immagini televisive hanno mostrato un contatto che, secondo una parte consistente di commentatori, avrebbe dovuto portare al dischetto. Taylor, dopo un rapido controllo, ha lasciato proseguire. La Spagna ha poi conquistato la vittoria e, proseguendo il proprio cammino nel torneo, è arrivata fino al trionfo finale. Per alcuni tifosi tedeschi e analisti, quell’episodio ha avuto un peso determinante nell’economia dell’Europeo.

Come nel caso della finale di Budapest, il dibattito si è concentrato sulla coerenza delle interpretazioni arbitrali e sull’utilizzo del VAR. L’impressione, per molti, è che in partite di altissima tensione anche un singolo episodio possa cambiare la storia di una competizione.

Taylor oggi: tra Premier League e Champions

Nonostante le polemiche, Anthony Taylor continua ad arbitrare ai massimi livelli. È regolarmente designato in Premier League e in UEFA Champions League, segno della fiducia che le istituzioni calcistiche ripongono in lui.

Tuttavia, anche nelle competizioni più recenti non sono mancate critiche. In alcune partite di Premier League, decisioni su contatti in area e gestione dei cartellini hanno suscitato discussioni tra tecnici e tifosi. Analogamente, in Champions League, episodi legati a possibili falli da rigore o espulsioni mancate hanno riacceso il dibattito sulla sua direzione di gara.

Va detto che l’arbitraggio, per sua natura, resta un ruolo complesso e sottoposto a una pressione enorme. Ogni decisione viene analizzata al rallentatore, scomposta in fotogrammi, giudicata da milioni di spettatori. Eppure, quando gli episodi si ripetono e coinvolgono partite di tale importanza, è inevitabile che si alimenti un senso di sfiducia.

Il caso Taylor rappresenta, in fondo, una questione più ampia: la difficoltà di garantire uniformità di giudizio in un calcio sempre più veloce e mediaticamente esposto. Gli strumenti tecnologici hanno ridotto gli errori evidenti, ma non hanno eliminato le polemiche. Finché il margine interpretativo resterà parte integrante del regolamento, il dibattito sugli arbitraggi continuerà ad accompagnare il calcio europeo, tra accuse, difese e richieste di maggiore trasparenza.

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