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DOGSO o SPA? La differenza che cambia il cartellino
Un fallo può costare il giallo o il rosso a seconda che interrompa un’azione promettente o neghi un gol quasi certo. Ecco la differenza spiegata in modo chiaro
Gianmarco Brady | 14 gennaio 2026
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Ogni weekend le decisioni arbitrali su SPA e DOGSO scatenano dibattiti. Capire queste due regole dell’IFAB aiuta a giudicare meglio i cartellini e a ridurre le polemiche.

SPA – Fermare un’azione promettente 

La SPA (Stopping a Promising Attack) punisce chi interrompe un attacco interessante, ma non ancora decisivo. Sono esempi classici il tackle a centrocampo su contropiede o la trattenuta leggera su un giocatore in velocità. In questo caso l'attacco ha potenziale, ma il gol non è imminente. La sanzione è quasi sempre giallo (o niente se c’è vantaggio).

DOGSO – Negare un’evidente opportunità di segnare

Il DOGSO (Denying an Obvious Goal-Scoring Opportunity) è più grave: il fallo elimina una chance reale e immediata di gol. L’arbitro valuta quattro elementi: la distanza dalla porta, la direzione verso la porta, la probabilità di controllare il pallone e il numero di difensori tra attaccante e porta (idealmente uno o nessuno, escluso portiere). A differenza del caso precedente distinguiamo diverse sanzioni: per il  fuori area si ha rosso diretto, dentro l' area (con rigore) si avrà un giallo se il difensore tenta davvero di giocare il pallone, altrimenti rosso in caso di trattenuta, spinta, fallo netto. Anche in caso di fallo di mano deliberato che nega gol si ha un rosso (sempre, tranne portiere nella sua area).

Se SPA punisce il “gioco sporco tattico”; DOGSO protegge le vere opportunità da rete. Queste regole cercano di bilanciare disciplina e spettacolo. Conoscerle ci permette di apprezzare meglio le scelte arbitrali e di capire perché, a volte, un fallo “sembra uguale” ma viene punito in modo diverso.  

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