Sport
Dal calcio al combattimento: gli sport esotici che stanno conquistando l’Italia giovane
Brazilian Jiu-Jitsu, Muay Thai, Capoeira e MMA: come gli sport da combattimento stanno conquistando i giovani italiani
Matteo Condoluci | 9 gennaio 2026
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Lo sport in Italia non è più lo stesso. Per anni c’è stato uno schema fisso: da piccoli si giocava a calcio, da grandi ci si iscriveva in palestra... Tutto molto prevedibile. Tutto molto tranquillo. Oggi invece i giovani cercano altro: vogliono qualcosa di diverso e lo trovano negli sport da combattimento.

Nelle città stanno crescendo discipline arrivate da lontano. Dal Brazilian Jiu-Jitsu, nato in Brasile, alla Muay Thai, che viene dalla Thailandia; dalla Capoeira, che unisce lotta e danza alle MMA, rese famose dai grandi eventi internazionali. Sport che un tempo sembravano strani, poco conosciuti e per pochi appassionati. Ora invece riempiono corsi e palestre.

Il successo ha spiegazioni chiare: sono sport diretti e concreti. Qui non contano solo i muscoli, contano soprattutto la tecnica, la concentrazione, il controllo. Nel Jiu-Jitsu impari a usare leve e strategie e capisci che la forza non basta. Nella Muay Thai e nella boxe il corpo lavora davvero: si colpisce e si suda ma si impara anche a gestirsi. Nella Capoeira ci si muove a ritmo, si segue la musica e l’allenamento diventa quasi un gioco. Molti li chiamano sport violenti, ma spesso è un pregiudizio. Chi entra in palestra scopre un altro mondo. Scopre regole precise e rispetto reciproco. Sul tatami si cresce insieme. Sul ring si impara a fermarsi. Ci si allena e ci si aiuta, si cade e ci si rialza, sempre con disciplina e con fair play.

A dare una spinta enorme sono stati i social. Video su Instagram, tutorial su YouTube, incontri trasmessi online. Così queste discipline sono diventate visibili e popolari. E hanno attirato un pubblico nuovo. Non più solo atleti professionisti ma studenti universitari, lavoratori, ragazze e ragazzi normalissimi. Chi le pratica cerca una sfida vera e un ambiente autentico. Vuole migliorare sul serio e non lo fa solo per estetica o per moda. In queste palestre si costruisce carattere e fiducia e si impara a gestire la pressione.

Certo, il calcio resta lo sport nazionale, è tradizione e passione, ma l’Italia giovane sta aprendo gli orizzonti, sta provando nuove strade e sta scoprendo che il combattimento può insegnare molto. Insegna a cadere, a resistere, ad andare avanti. E in un Paese abituato a giocare sempre la stessa partita, non è poco.

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