Umbria
Fase 2, normalità senza abbracci
Elena ci racconta la difficoltà di rivedere i suoi nonni dopo la quarantena senza poterli abbracciare
Elena Bastianelli | 29 maggio 2020

Vivere una quarantena in adolescenza non è affatto semplice. All’inizio la situazione era molto difficile da gestire perché avevamo paura e facevamo cose senza senso come, per esempio, andare al supermercato e comprare molte (troppe!) cose fino a svuotare gli scaffali.

La quarantena ci ha privato della nostra libertà causandoci ansia e sofferenze, però ci ha dato anche l’opportunità di riflettere su noi stessi e farci capire molte cose. La prima lezione è non dare niente per scontato perché in un attimo potremmo non avere più qualcosa di cui non apprezzavamo a pieno il valore. La seconda cosa che abbiamo imparato è sicuramente la necessità di rispettare gli altri perché solo rispettandoci e rispettando le regole possiamo vincere questo virus.


Complessivamente, ho gesito il mio tempo di quarantena abbastanza bene. Ho sempre trovato qualcosa da fare: aiuto i miei genitori, faccio i compiti, sistemo la casa, esco con i miei cani in giardino e guardo le serie tv. Ultimamente sto riprendendo, sempre mantenendo la giusta distanza e le giuste precauzioni, ad uscire con i miei amici e, dopo tre mesi, ho rivisto i miei nonni. È stata un'emozione incredibile anche se non è stato semplice trattanermi dall'abbracciarli. 
 

Mi manca molto la vita che facevo prima e spero, anche se so che sarà molto difficile, che ritorni tutto come prima.

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