Vaccini, perché l'Italia è in ritardo
Si è rivelata essere troppo lunga l’accettazione da parte dell’Ema, che ha posticipato l’arrivo dei vaccini venti giorni dopo
Elisa Fiermonte | 14 April 2021

Continua, tra polemiche e continui stop la campagna di vaccinazione. Dopo la sospensione negli Usa, anche in Italia, le 184 mila dosi di Janssen (il vaccino della Johnson&Johnson) arrivate nell’hub della Difesa di Pratica di Mare, alle porte di Roma, rimarranno stoccate in attesa delle verifiche. Ma ancora una volta, gli esperti sottolineano che la rarità dei casi — quelli americani sono 6 su 7 milioni — è tale da non dover suscitare allarme, e che i benefici dei vaccini sono di gran lunga superiori ai rischi.

A rilento

 Sin da subito tuttavia l’Italia è rimasta indietro rispetto agli Usa e al Regno Unito.  Si è rivelata essere troppo lunga l’accettazione da parte dell’Ema, che ha posticipato l’arrivo dei vaccini venti giorni dopo. Nonostante i problemi iniziali, gli altri paesi dell’Unione Europea oggi proseguono spediti verso l’obiettivo stabilito, che prevede la vaccinazione del 70% degli adulti per l’estate 2021. In Italia invece, i dati arrivati dal Ministero della salute, mostrano che le persone a cui sono state somministrate tutte e due le dosi sono poco più di 4 milioni e quindi solo il 6.7% della popolazione. Con questo passo sarà possibile arrivare all’obiettivo prestabilito? Sarà possibile solo se si incrementano le totali somministrazioni giornaliere fino a 500 mila al giorno.

Passaporto sanitario

Una volta ottenuta la seconda dose viene rilasciata al paziente una certificazione internazionale di avvenuta vaccinazione. Questo sistema viene utilizzato per poter permettere solo a chi si è sottoposto alla vaccinazione di intraprendere, una volta finita la pandemia, viaggi internazionali.                                                                                                                                                                    

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