Divertendosi si impara
Berlino è la meta ideale per un viaggio culturale, divertente e molto vario. Ma quale sarà la reale esperienza di una teenager appena diciottenne nella capitale tedesca?
Redazione | 27 March 2017

Quinta superiore, pronti per partire per il viaggio d’istruzione. Istruzione? Ma quale istruzione? Il dramma esistenziale è: come sarà la prof? Avremo del tempo libero? Se steste pensando che l’articolo stia per prendere una piega bacchettona, mi spiego. È normalissimo voler socializzare, far nascere amicizie, divertirsi insieme, creare ricordi unici, anche se questo va a discapito del Pergamon di Berlino. Giulio Argan mi perdoni. Il viaggio scelto dalla professoressa per noi era culturale al punto giusto: molti giri a piedi per la città, un percorso di carattere storico e molto tempo libero, complice la nostra maggior età. Di comune accordo e consapevoli che la responsabilità da maggiorenni era nostra, abbiamo visitato Berlino tra birra, würstel e musei. Ed è proprio di questo che voglio parlarvi. Il racconto delle nostre bravate da scapestrati lo lascio da parte, lungi da me rivelare segreti di classe, ma vi voglio descrivere cosa mi ha insegnato un viaggio del genere. Ho imparato che viaggiare è anche vivere, e non parlo solo di sostituire la birra all’acqua. Parlo del giorno in cui siamo entrati nel nostro fin troppo sofisticato hotel per scoprire che il bagno era trasparente. Il “bagno della vergogna”, così soprannominato, non lasciava spazio all’immaginazione nemmeno nei momenti più intimi, potrete capire le risate (e l’imbarazzo). O di tutti i momenti insieme, lo Jägermeister usato già al posto del collutorio la mattina e per combattere il freddo durante il giorno, il concerto improvvisato che ha catturato la nostra attenzione per strada e il pomeriggio passato passeggiando lungo il Muro. Il viaggio d’istruzione è uno momento goliardico, di pillole di cultura e enciclopedie di amicizia. Tra i ricordi confusi (complice l’alcol) quello che resterà per sempre è una sensazione, perché diciamocelo se volessimo veramente visitare la città, andremmo con i genitori! E i migliori racconti sono sempre quelli che iniziano con: ti ricordi quando in quinta a Berlino…

Commenti