Cinema e Teatro
“La paranza dei bambini”
Napoli, la storia violenta di dieci ragazzini dai nomi innocenti. Quando crimini e droga servono ad avere potere
Eleonora Leonardi, 17 anni | 1 marzo 2019

“Ai morti colpevoli. Alla loro innocenza.” È la dedica con cui Roberto Saviano apre il romanzo omonimo da cui è tratto il film. Il riferimento  è ai ragazzi, ai bambini, la cui innocenza viene messa a rischio dai modelli negativi che li circondano. 

Il romanzo è stato pubblicato nel 2016 e denuncia il fenomeno delle giovani bande criminali, sempre più frequente negli ultimi anni. Il film uscito il 13 settembre nelle sale è diretto dal regista Claudio Genovesi, che con la sua cinematografia ha sempre espresso al meglio le drammatiche realtà adolescenziali.

“La paranza dei bambini” torna a far parlare di Napoli, racconta la storia di 10 ragazzini dai nomi innocenti, tutto ha inizio quando una sera decidono di entrare nella galleria Umberto I per impossessarsi del tradizionale albero di Natale. 

La piccola banda guidata da Nicola, un ragazzo di 15 anni, non riuscirà più a fermarsi, e per soddisfare il proprio desiderio di denaro sarà disposta a realizzare i peggiori crimini e mettendosi al controllo del traffico di droga del loro quartiere. 

Non avendo colmato la loro sete di potere e volendo fare qualcosa di utile per la loro gente, decideranno poi di sfidare le bande che detengono il potere in una guerra che non può avere vincitori, sarà una rapida ascesa che però, non potrà far altro che essere seguita da un altrettanto rapido declino.

Da subito Genovesi riesce a creare una realtà che si allontana da quella già tracciata da Gomorra, serie televisiva tratta da un altro romanzo di Saviano, scegliendo degli attori non professionisti: Nicola e altri personaggi unici come Briatò e Lillipop, che trasmettono a chi li guarda tutta l’ingenuità della loro giovane età.

La pellicola è stata premiata al Festival di Berlino per la miglior sceneggiatura, e, ad oggi, è sesta in classifica al Box Office. 

Il film cattura sin dal suo inizio, e il suo svolgimento conflittuale e drammatico non lascia vie di fuga allo spettatore che non può far altro che rimanere ipnotizzato dalle immagini quasi tribali.

Paolo Genovesi decide di condurci per le strade di Napoli, e per quanto la si possa conoscere bene è inevitabile perdersi tra le sue vie insieme a Nicola e la sua banda.

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