Shakespeare, il curioso anniversario del 23 aprile
Il poeta che ha rivoluzionato il mondo del teatro è nato e morto nello stesso giorno. Ecco perché le sue opere sono così attuali
Gaia Canestri | 23 April 2021

Oggi si celebra l'anniversario di nascita e di morte di William Shakespeare: il poeta e drammaturgo inglese che ha rivoluzionato il mondo del teatro. Tutti almeno una volta nella vita hanno sentito nominare il titolo di uno dei suoi capolavori, hanno visto rappresentata in teatro una delle sue opere o hanno letto un suo sonetto; ma pochi sanno che nacque e morì lo stesso giorno: il 23 aprile.

La vita

William Shakespeare nacque a Stratford-upon-Avon il 23 aprile 1564, anno in cui la peste si abbatté sulla città. Studiò alla King's New School, dove probabilmente si appassionò alla letteratura e alla scrittura. Così all'età di 19 anni, dopo aver sposato Anne Hathaway lasciò la sua città natale alla volta di Londra. Qui iniziò a scrivere le sue opere più famose, messe in scena con grande successo già nel 1592. Nel 1953 tutti i teatri di Londra chiusero a causa della peste che si era abbattuta di nuovo sulla città, quando questi riaprirono Shakespeare mise in scena due delle sue opere più famose: "Sogno di una notte di mezza estate" e "Romeo e Giulietta". I suoi spettacoli lo resero così noto che nel 1599 costruì con la sua compagnia il suo teatro, il Globe Theatre, ricostruito in seguito a un incendio nel 1613, demolito nel 1644 e ripristinato nel 1997. Londra godé degli spettacoli di Shakespeare fino a quando nel 1611 decise di ritirarsi a Stratford, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita. Il 23 Aprile 1616, a distanza di 52 anni dalla sua nascita, si spense il padre della commedia e della tragedia, le cui opere, a distanza di oltre 400 anni, sono ancora le protagoniste di tutti i teatri del mondo.

Le opere

William Shakespeare: non solo drammaturgo ma anche poeta. La sua produzione può essere divisa in due grandi sezioni: i sonetti e le opere teatrali. Nel 1609 venne pubblicata una raccolta privata di 154 sonetti chiamata "Quarto", proprio perché le pagine era più piccole del normale, circa un quarto di pagina. Oggi possiamo mettere in scena le più grandi commedie e tragedie di Shakespeare grazie a due attori della sua compagnia, Campbell e Heminges, che sette anni dopo la sua morte, nel 1623, pubblicarono il "First Folio". Nel volume erano raccolte le trentasei opere più celebri del drammaturgo, come le commedie "Sogno di una notte di mezza estate", "Il mercante di Venezia" e "La tempesta; i drammi storici "Riccardo III" e "Giulio Cesare". Infine, tra le grandi tragedie troviamo "Romeo e Giulietta", "Amleto", "Otello", "Re Lear" e "Macbeth".

Perché le opere di Shakespeare sono ancora attuali?

Nonostante Shakespeare non sia affatto nostro contemporaneo, lo rendono estremamente attuale i temi che scelse di trattare nelle sue opere. Gli argomenti di ogni dramma e commedia sono così vicini alla nostra società che personificarsi nelle sue storie non richiede nessuno sforzo; e spesso i suoi personaggi ci insegnano più di quanto si possa apprendere da qualsiasi altro libro. Giulietta, dal dramma di "Romeo e Giulietta", ci insegna ad amare oltre le convenzioni che la società ci impone; come darle torto, in fondo un nome è solo un nome. Che importa se chi amiamo appartiene a un’altra famiglia o se non rispetta i canoni imposti dalla società? Come lei, sarebbero centinaia i personaggi da cui ricavare un insegnamento, e che si tratti di commedie o tragedie una cosa accomuna tutte le sue opere: il sogno. D'altronde, come scrisse Shakespeare "Siamo fatti della materia di cui son fatti i sogni, e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita".

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