Attualità
Jeans, la strada verso il successo universale
I jeans, nati come capo da lavoro, diventano un must-have per le nuove generazioni. Creati da Strauss durante l’800, saranno destinati nel tempo ad essere un veicolo di espressione; prima con scopo comune, poi individuale
Sabina Potensilli | 7 gennaio 2026
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Da decenni, i jeans rappresentano per eccellenza l'indumento dei giovani occidentali. Ma come nasce questa moda?

Il termine inglese jeans indicava inizialmente un tessuto di cotone prodotto nella Repubblica di Genova dal XV secolo. Al tempo era comune chiamare un tessuto con il luogo di produzione, da qui nasce la parola “blue-jeans”: blu di Genova. Con la scoperta dell’oro, California 1848, Levi Strauss ha la grande idea di fondare nel 1853 la Levi Strauss & Co, l’odierno marchio Levi’s. Creò dei grembiuli da lavoro in jeans ma resi più consistenti dal denim, materiale di maggiore qualità e dal colore blu. Erano divise utilizzate dai minatori che, andando alla ricerca di materiali nel sottosuolo, necessitavano di un indumento pratico e resistente. Strauss e Jacob Davis si mettono in seguito in società e danno vita nel 1873 al jeans in denim con rivetti in rame per rafforzare le tasche, molto adoperate dai cercatori d’oro e dai miners, gli operai della ferrovia trans-americana. La collocazione dei jeans è dettata da motivi funzionali e pratici. Nel 1890 viene aggiunto il taschino watch pocket, per l’orologio e le monetine.

Nel XX secolo i jeans cessano di essere un indumento esclusivamente da lavoro per diventare un abito moderno e alla moda.  Subiscono diversi mutamenti e aggiunte: la seconda tasca posteriore, i passanti per la cintura, la zip… Un salto fondamentale si verifica quando entrano nel 1937 ufficialmente nel mondo della moda apparendo per la prima volta tra le pagine di Vogue. Dopo la guerra si diffusero facilmente per la scarsità di stoffe e iniziano a essere utilizzati come indumento da tempo libero. Gli anni ’60 furono caratterizzati da rivolte studentesche in cui i jeans assunsero un ruolo fondamentale; erano simbolo di semplicità e trasmettevano in maniera diretta il rifiuto dei giovani alle convenzioni sociali legate all’abbigliamento. I jeans diventano quasi il mezzo di una propaganda politica e simbolo della ribellione giovanile. Durante gli anni ’70 sono l’indumento più portato dai giovani. Con il fenomeno del consumismo, le aziende si sbizzarriscono creando diverse tipologie; frangiati, dipinti, a zampa d’elefante…

Dal 2000 il jeans diventa internazionale; è conosciuto in tutto il mondo e valido per ogni genere, età, classe sociale; adattabile su chiunque. I diversi modelli e le stravaganti tipologie permettono oggi di esprimersi attraverso ciò che si indossa.

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