Attualità
Raccontare per non farsi raccontare: Ways of Europe approda a Barcellona per riflettere sull’integrazione della comunità gitana in Europa
Il 17, 18 e 19 marzo si è tenuta la quarta conferenza transnazionale di Ways of Europe a Barcellona, alla quale Mandragola ha partecipato inviando i suoi reporter, la Direttrice Lidia Gattini e il Presidente Renato Truce
Redazione | 1 aprile 2026
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Organizzata da Fundaciò Privada Pere Closa, la tre giorni è stata dedicata alla realtà catalana con un focus sullacomunità rom, la sua storia e la sua cultura e l'impatto che ha avuto sul territorio. 

Il 17 marzo, primo giorno di convegno, la presentazione di Vicente Rodriguez sulla storia della comunità rom dimostra quanto vivere i fatti, studiarli e raccontarli sia un processo controverso. Dal flamenco a Django Renhairdt, infatti, moltissimi dei simboli che sono stati naturalizzati come spagnoli non lo sono, ma sono il frutto di un’appropriazione culturale silenziosa e continua. La giornata è proseguita con un tour del Barrio de la Mina: il quartiere nasce con la dittatura di Francisco Franco, che lo interpreta come uno spazio urbano per nascondere la comunità gitana. I vecchi palazzi sovraffollati non hanno acqua né luce corrente e i mezzi non permettono una connessione vera tra il centro e il quartiere. Franco cade, ma la reclusione del luogo non termina con lui. La costruzione di un’autostrada e la presenza del fiume al lato opposto lo isolano sempre di più, e della qualità della vita a pochi sembra importare. 

Il secondo giorno è stato dedicato alla mostra temporanea su “La Roma Comunidad de Catalunya” al Museu d'Historia de CatalunyaMercedes Porras Soto, storica e creatrice dell’esposizione, ha raccontato che cosa significhi essere gitana e portare questo passato sulle spalle. Dalla tradizione orale alla street photography, la mostra chiarisce la costruzione dell’identità di una comunità che ha travalicato secoli e confini geografici, e che tutt’oggi la si tiene fieramente stretta. Dare voce al singolo, al particolarismo e al nascosto si conferma il primo passo della lotta all’indifferenziazione deresponsabilizzante. Nel pomeriggio della stessa giornata i partecipanti hanno lavorato alla scrittura di un Manifesto, come di consueto accade al termine di ogni conferenza transnazionale di Ways of Europe. Dalla promozione di politiche di presenza attiva nei luoghi alla lotta contro l’esclusione urbana, economica e professionale della comunità, il documento aspira a un’Europa inclusiva e concretamente democratica. 

L'evento si è chiuso il 19 marzo con la presentazione del Manifesto al tavolo dell'Ajuntament de Barcelona: il progetto viene così aggiunto alle politiche antirazziste che la città si è promessa di attuare in un piano decennale, trasformando l'esperienza di Ways of Europe e di tutti i suoi partner in un'azione concreta di cambiamento. 

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