Quello che le donne non meritano
Le ingiustizie subite dalle donne nei mesi di gennaio e febbraio 2026
Gaia Canestri | 8 febbraio 2026
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Una rubrica per fare luce sulle discriminazioni che le donne subiscono quotidianamente.

Lezioni di sessismo finanziate dal Governo 

Nella top 5 della classifica Netflix c’è la nuova docuserie “Io sono notizia” che racconta la vita di Fabrizio Corona. Già il titolo si presenta come un affronto al giornalismo, ma il contenuto delle puntate si spinge ancora oltre: ci mostra che la fama giustifica tutto, persino parlare delle donne come semplici oggetti da sfoggiare per ottenere popolarità. Che il sessismo sia ancora vivo non è una novità, che Corona possa essere un manipolatore neanche, l’originalità sta nel finanziamento che il Ministero della Cultura ha concesso a una serie che è un manuale di puro maschilismo e discriminazione di genere. Grazie a un tax credit di quasi 800.000€ possiamo sentire Corona affermare che le ha fatte innamorare tutte e poi “gestite utilizzandole per raggiungere i suoi scopi”, che ha realizzato un “personal branding devastante” fidanzandosi con Nina Moric o che ha pagato un fotografo per seguirli in vacanza e per ritrarla nuda durante un rapporto sessuale. Il tutto per guadagnare sulla sua stessa relazione, ovviamente all’insaputa di lei. Di Silvia Provvedi ci racconta che si vergognava di lei e che l’ha “plasmata facendole rifare l’immagine”. Una vera e propria lezione di sessismo a spese del Governo.

Cose da donne e cose da uomini 

Vi sarà capitato di accendere la radio in macchina e di imbattervi in una trasmissione di RDS che si chiede quanto gli uomini ne sappiano sulle “faccende femminili”. Si chiama “Solo le donne lo sanno” e i quesiti in trasmissione variano dalle serie tv romantiche  alle istruzioni su come fare una lavatrice, passando per la rimozione dello smalto e la skincare. Il format tutto sommato fa sorridere se ci fermiamo a pensare a quanto poco gli uomini sanno riguardo a cose che la società ha additato “da donne” e viceversa. D’altra parte però ci fa anche riflettere su quanto gli stereotipi di genere siano radicati nelle nostre vite: la skincare è da donna, gli shampoo 3 in 1 sono da uomo, i film romantici sono da donna, gli horror da uomini, e così via. Le differenze di genere esistono, lo abbiamo capito, ma forse è arrivato il movimento di scardinare quegli stereotipi e accettare che non esistono cose da uomini e cose da donne.

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