Attualità
La parola del mese: True Crime
Greta Borgonovo | 4 aprile 2023

Il mix di orrore e fascinazione verso episodi di cronaca nera è un fenomeno di lunga data, oggi riassumibile in due parole: True crime. Affermatosi  come uno dei generi più amati negli ultimi anni, il True crime racconta vere storie di cronaca nera attraverso libri, podcast, film e serie tv. La grande  novità è il modo di approcciarsi alla vicenda: non più un racconto distaccato, ma al contrario una narrazione che punta a coinvolgere lo spettatore a suscitarne le emozioni.

Secondo uno studio condotto nel 2010 dagli  psicologi statunitensi Amanda Vicary e Chris Fraley, il 70% dei fruito ri di True crime è donna. Ad avvicinare il pubblico  femminile a questo genere sarebbe soprattutto il desiderio di imparare a difendersi e a ricono scere situazioni pericolose. Le donne sembrerebbero inoltre più propense a immedesimarsi con le vittime e allo stesso tempo a cercare di capire i motivi che spingono il criminale all’azione violenta. Se da un lato questo interesse può rendere più vigili, dall’altro rischia di aumentare il senso di angoscia e insicurezza. Inoltre, alcuni studiosi  ritengono che il True crime distorca la percezione  della criminalità, presentandola come una scelta individuale e svalutando le spiegazioni sociali, economiche o strutturali. A suscitare polemiche è anche la spettacolarizzazione del dolore altrui  per renderlo oggetto di consumo del pubblico di  massa. In ogni caso, il successo del True crime resta innegabile. Anche molti giovani italiani si sono appassionati al genere.

Molto popolare è il canale YouTube di ElisatrueCrime, con più di 750 mila iscritti, da cui è nato anche un seguitissimo podcast su Spotify. Di grande successo sono poi le  numerose serie proposte dalle principali piattaforme di streaming, come the Good Nurse, Lo Squartatore o Dahmer. Tra i titoli, spiccano anche casi di cronaca italiana, tra cui Vatican Girl e Yara. Uno dei loro meriti è sicuramente quello di far conoscere  queste storie anche agli spettatori più giovani.  

 

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